Per conseguire uno sviluppo sostenibile è necessario disporre di un adeguato sistema di controllo e di regolamentazione, una cosiddetta governance. Oltre all’economia verde, la governance dello sviluppo sostenibile è appunto il secondo tema portante affrontato da «Rio+20».
A livello internazionale, le condizioni quadro istituzionali per uno sviluppo sostenibile sono però quasi assenti e poco efficaci. Di fatto, la Commissione per lo sviluppo sostenibile (Commission on Sustainable Development, CSD) non è in grado di adempiere alle funzioni che le sono state attribuite.
La CSD è stata istituita in occasione della Conferenza delle Nazioni unite sull’ambiente e lo sviluppo tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992 allo scopo di accompagnare l’attuazione dell’Agenda 21. Dopo il Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile tenutosi a Johannesburg nel 2002, la CSD è stata incaricata di avviare anche l’attuazione del Piano d’azione di Johannesburg a livello internazionale, nazionale, regionale e locale.
Oltre alla Commissione per lo sviluppo sostenibile, nel sistema delle Nazioni Unite sono presenti molti altri attori che dovrebbero fornire un contributo nell’ambito della governance dello sviluppo sostenibile. Il sistema è tuttavia frammentato e mal coordinato.
Per migliorare la governance internazionale in questo settore, la Svizzera auspica la definizione di obiettivi globali nell’ambito dello sviluppo sostenibile: nel quadro della stesura dei rapporti sul raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio entro il 2015 occorre verificare se tali obiettivi devono essere completati con quelli relativi allo sviluppo sostenibile. La Svizzera avanzerà altre proposte concrete di riforma per temi specifici.
Negli ultimi anni, nel settore ambientale sono state intavolate intense discussioni in merito a una riforma. Tale processo dovrebbe concludersi con successo a Rio.
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