Più economia verde, meno povertà

Venerdì 20 aprile 2012

Autore: ambasciatore Franz Perrez, capo divisione Affari internazionali dell’Ufficio federale dell’ambiente UFAM

Ci sono molti luoghi comuni sulla Svizzera che accettiamo di buon grado: non abbiamo nulla da eccepire sull’affermazione che gli svizzeri producono ottima cioccolata e formaggio di grande qualità e non facciamo nemmeno fatica a considerare l’affidabilità e la puntualità virtù tipicamente svizzere. Le Alpi sono effettivamente alte (benché vi siano montagne molto più alte) e l’aria è relativamente buona. Altri cliché, però, sono irritanti o ridicoli. No, gli orologi a cucù non sono stati inventati in Svizzera, non li produciamo e non si trovano appesi in tutte le nostre case. Certo, è corretto dire che la Svizzera è un Paese ricco nel quale il settore finanziario è importante. Meno noto è invece il fatto che la Svizzera non deve il suo benessere solo alle banche, ma anche, e soprattutto, alla sua industria. Da questo punto di vista, è un Paese assolutamente «normale». A essere fuori del comune è forse il suo successo, un successo, comunque, non dovuto al caso, che pone la Svizzera sempre ai primi posti delle classifiche internazionali per competitività e innovazione.

Per gli svizzeri lo sviluppo sostenibile è molto importante. Disponiamo di una delle reti di trasporti pubblici più capillari del mondo e con la decisione di realizzare due gallerie di base attraverso le Alpi (la galleria del Lötschberg e quella del San Gottardo) è stato possibile gettare le basi per la creazione di un asse di transito ferroviario che collega il nord e il sud dell’Europa e avviare una politica dei trasporti sostenibile a livello europeo. La Svizzera prevede inoltre di abbandonare la produzione di energia nucleare entro i prossimi vent’anni. La consapevolezza ambientale unita alla capacità di innovazione fa sì che in Svizzera il settore delle tecnologie pulite cresca attualmente più di tutti gli altri settori tecnologici.

La Costituzione federale sancisce in vari modi l’idea della sostenibilità, senza limitarsi agli aspetti ecologici. La Svizzera promuove così in maniera sostenibile la comune prosperità, la coesione interna e la pluralità culturale del Paese e si impegna per la conservazione duratura delle basi naturali della vita e per un ordine internazionale giusto e pacifico.

 

L’impegno del settore privato e della società civile

Le imprese svizzere hanno assunto sin dall’inizio un ruolo esemplare nell’ambito della promozione dello sviluppo sostenibile nell’economia privata. La Svizzera, con le sue associazioni imprenditoriali a vocazione nazionale, tra cui per esempio la rete per un’economia sostenibile (Öbu) e l’Associazione swisscleantech, può contare su organizzazioni che sostengono e consolidano gli sforzi del settore privato nell’ambito dello sviluppo sostenibile. Molte imprese svizzere s’impegnano a favore di prodotti e processi produttivi sostenibili: le più grandi imprese di commercio al dettaglio sono anche i principali promotori della vendita di prodotti con marchio «sviluppo sostenibile». Con l’adozione di misure facoltative nel quadro della legge sul CO2 le imprese svizzere forniscono un notevole contributo al conseguimento da parte della Svizzera degli obiettivi in materia di protezione del clima. Le principali grandi imprese svizzere partecipano al Global Compact delle Nazioni Unite.

Va tuttavia sottolineato che la Svizzera è, in termini assoluti, ancora lontana dall’aver raggiunto piene condizioni di sviluppo sostenibile. È quanto emerge dalla cosiddetta impronta ecologica: la Svizzera consuma quasi il triplo delle prestazioni ambientali e delle risorse naturali considerate globalmente sostenibili in un’ottica di lungo periodo. A ciò si aggiunge una domanda in rapida espansione nei Paesi dell’emisfero sud e in particolare nei Paesi emergenti. Si acuiscono così i conflitti per l’utilizzo dei beni ambientali e delle risorse naturali, e per i Paesi come la Svizzera aumenta la necessità di ridurre i consumi. Nel complesso, negli ultimi due decenni la Svizzera ha fatto notevoli progressi sul piano istituzionale e in vari ambiti politici e sociali verso uno sviluppo sostenibile, benché resti ancora molto da fare.

Il Consiglio federale attua la sua politica di sviluppo sostenibile tramite una serie di strategie aggiornate periodicamente. La «Strategia per uno sviluppo sostenibile 2012-2015» approvata all’inizio del 2012 come contributo alla conferenza Rio+20 prevede, tra l’altro, le seguenti misure:

Prescrizioni sulle emissioni di CO2 applicabili alle automobili: Questa misura, cui è dato fondamento giuridico nella legge sul CO2, prevede per tutte le nuove automobili una riduzione delle emissioni di CO2 a un livello medio di 130 grammi al chilometro entro il 2015. Il primo anno (ovvero nel 2012), in media il 65 per cento delle autovetture nuove tra i modelli più efficienti di ogni importatore dovrà centrare questo obiettivo di riduzione. In caso contrario, sono previste sanzioni per i fabbricanti e gli importatori. I proventi delle sanzioni saranno ridistribuiti alla popolazione.

Programma SvizzeraEnergia: SvizzeraEnergia è il programma d’azione incentrato sull’efficienza energetica e sulle energie rinnovabili. Nel quadro di questo programma, la Confederazione, i Cantoni, i Comuni, le organizzazioni ambientaliste e dei consumatori nonché importanti cerchie economiche stringono partenariati per realizzare congiuntamente una serie di misure su base volontaria. Tra il 2011 e il 2020 la quota di energie rinnovabili nel consumo energetico complessivo dovrà aumentare almeno del 50 per cento.

Potenziamento dei trasporti pubblici: Occorre migliorare o per lo meno mantenere invariata l’attrattiva del traffico viaggiatori e del traffico merci su rotaia. A tale scopo, bisogna elaborare progetti di ampliamento, garantire il finanziamento a lungo termine, assicurare il libero accesso alla rete nel settore del traffico merci transeuropeo e raggiungere l’obiettivo di trasferimento.

Edilizia sostenibile: L’edilizia, per cui vengono stanziati ogni anno circa 57 miliardi di franchi, rappresenta un settore portante dell’economia svizzera. Per promuovere in maniera mirata le molteplici attività nel settore dell’edilizia sostenibile, la Confederazione acquista prestazioni e opere edili che soddisfano esigenze economiche, sociali ed ecologiche molto elevate lungo l’intero ciclo di vita, esercita, nell’ambito delle sue competenze, la sua influenza sul processo normativo nel settore dell’edilizia e amministra il suo ricco portafoglio immobiliare secondo i criteri dello sviluppo sostenibile.

Masterplan Cleantech: L’obiettivo del Masterplan Cleantech Svizzera è rafforzare la capacità innovativa dell’economia svizzera in particolare unendo le forze e migliorando il coordinamento dei diversi attori coinvolti. I Cantoni, le università e il settore economico sono invitati ad attuare le attività raccomandate nel Masterplan, in coordinamento con la Confederazione.

Alloggi di utilità pubblica: Il governo appoggia la costruzione di alloggi di utilità pubblica mediante incentivi finanziari mirati alle organizzazioni di utilità pubblica che, dal canto loro, devono soddisfare elevati requisiti edili sotto il profilo ecologico, dell’efficienza energetica e dell’abbattimento delle barriere architettoniche.

Lotta alla povertà ed economia verde: La Svizzera ha portato la sua quota di aiuto pubblico allo sviluppo allo 0,5 per cento del PIL. Il suo impegno internazionale a favore dei Paesi in via di sviluppo e dei Paesi emergenti si incentra sulla lotta alla povertà e in particolare sul raggiungimento degli Obiettivi del Millennio. In quest’ottica si attribuisce grande importanza al sostegno di programmi volti a promuovere un’economia verde nell’ambito dell’agricoltura, della sicurezza alimentare, delle risorse idriche, dell’energia, dell’ambiente, della protezione del clima e della biodiversità.

 

Molta strada è già stata fatta

La prima Conferenza di Rio si è tenuta vent’anni fa. Da allora il Brasile ha fatto passi decisivi per uscire dalla povertà, mentre la Svizzera ha rispettato gli impegni presi e ha imboccato la via della sostenibilità. La Svizzera partecipa per convinzione alla Conferenza per lo sviluppo sostenibile Rio+20 che costituisce una grande e rara opportunità di rafforzare la cooperazione internazionale in questo ambito.

Per la Svizzera l’esigenza fondamentale è fissare obiettivi concreti e prendere decisioni relative all’economia verde e alla «governance» nonché alle modalità di attuazione. Nello spirito della «definizione Brundtland», promuove uno sviluppo che riesca a soddisfare i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri. Le basi vitali dell’uomo devono essere garantite a condizioni eque, dando la priorità al soddisfacimento dei bisogni basilari, in particolare di quelli delle persone più povere.

 

L’economia verde come contributo allo sviluppo sostenibile

La Svizzera approva il fatto che a Rio si discuta di un nuovo orientamento dell’economia e dell’integrazione delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile. Con «economia verde» si intende un sistema economico che continua a fornire beni e servizi, ma con un consumo di risorse e di energia molto inferiore e con un minore impatto ambientale. La Svizzera chiede, tra l’altro, che i prezzi dei prodotti rispecchino anche i costi ambientali esterni, creando così incentivi per una produzione pulita. Nel contempo, si dovrà tener conto anche della giustizia sociale, perché una crescita economica senza equità sociale non è una crescita sostenibile.

Per quanto riguarda l’economia verde, il nostro governo non intende solo avanzare richieste nei confronti degli altri Stati, bensì agire anche concretamente sul proprio territorio: è uno degli aspetti fondamentali su cui si concentra la Strategia per uno sviluppo sostenibile 2012-2015. In questa strategia è stato tra l’altro inserito un pacchetto di misure riguardanti l’economia verde approvato nell’autunno del 2010. Il pacchetto mira ad esempio ad aumentare l’efficienza nell’ambito delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, a migliorare le informazioni sull’inquinamento ambientale provocato dai prodotti, a evitare gli incentivi negativi tramite un’ecologizzazione del sistema fiscale e a integrare le informazioni ambientali nella valutazione del benessere.