Scheda dell’Ufficio federale dell’ambiente su Rio+20

29 maggio 2012

Economia verde: salvaguardare le risorse, lottare contro la povertà, creare benessere

La richiesta di un’economia verde sarà per la prima volta nell’agenda della politica mondiale a giugno, quando i capi di Stato e di governo si incontreranno a Rio de Janeiro, in Brasile, per il vertice ONU sullo sviluppo sostenibile. La Conferenza Rio+20 si prefigge di riunire e far convergere le diverse iniziative e strategie internazionali a favore di un’economia verde. Considerata la rilevanza di quest’ultima per lo sviluppo futuro dell’umanità, la Svizzera si è già impegnata attivamente nell’ambito dei lavori preparatori per una tabella di marcia sull’economia verde con una visione chiara e obiettivi, principi e strumenti concreti per la relativa attuazione.

La Terra è un pianeta finito, e finite sono numerose delle sue risorse, che non possono rigenerarsi su scala umana. Nonostante ciò, l’Uomo sfrutta la Terra come se ne avesse una di riserva. A causa del fabbisogno sempre crescente di beni e servizi che necessitano di quantità notevoli di materie prime, in alcune regioni le basi naturali della vita quali il suolo, le foreste e le falde freatiche vengono già sovrasfruttate.

Se si considera la capacità ecologica di carico della Terra, a livello globale l’impatto sostenibile è stato superato a metà degli anni Ottanta. Con un valore prossimo a 1,5, l’impronta ecologica dell’Uomo ha nel frattempo superato di 50 per cento quanto l’ambiente può sopportare. In Svizzera tale percentuale è ancora più elevata. L’economia mondiale non si sta avviando verso una crisi debitoria ecologica: vi si trova già nel bel mezzo. Sintomi chiaramente identificabili di tale crisi sono ad esempio il cambiamento climatico a livello globale causato dall’immissione nell’atmosfera di gas serra e la perdita di biodiversità e di terreni fertili.

Disgiunzione dell’impatto ambientale dalla crescita economica e demografica

Occorre ridurre l’impronta ecologica riportandola, entro il 2050 circa e a livello globale, alla capacità di un solo pianeta, ovvero alla situazione antecedente il 1980. Da allora, tuttavia, la popolazione mondiale è aumentata da circa 4,4 agli attuali 7 miliardi e oltre di persone, e nei prossimi decenni continuerà a crescere. Inoltre, a causa del rapido aumento del benessere, in particolare nei principali Paesi emergenti, la domanda di materie prime e beni di consumo potrebbe continuare a registrare un incremento.

L’unico modo per ridurre la pressione che grava sulle risorse naturali è disgiungere la crescita economica dall’impatto ambientale. Ciò significa che l’impatto su aria, clima, acqua e foreste e il consumo di risorse non rinnovabili come le energie fossili, le materie prime e il suolo deve diminuire, anche se la popolazione e l’economia continuano a crescere.

Il modello economico presenta dei limiti

Il modello economico attuale presenta limiti evidenti che non gli consentono di far fronte a tali sfide. È pertanto necessaria un’economia verde, un modello economico in cui consumo e produzione abbiano un impatto ambientale ridotto tale da garantire sia a noi che alle generazioni future risorse naturali di qualità e in quantità sufficienti. Se vogliamo mantenere la nostra qualità di vita, la chiave per un’economia verde risiede in un utilizzo più efficiente delle risorse; ciò significa conseguire una performance economica maggiore con un impatto ridotto sull’ambiente e un consumo minore di risorse naturali.

Inoltre, la ricerca deve sviluppare tecnologie e processi nuovi e più efficienti, l’economia deve applicarli nella fase di sviluppo e nei processi di produzione e i consumatori devono acquistare questi prodotti che garantiscono la salvaguardia dell’ambiente. Considerato il rapido incremento dell’utilizzo eccessivo delle risorse naturali, questa svolta in termini di efficienza deve portare risultati tangibili entro i prossimi 20 anni e deve quindi essere avviata immediatamente. Ciò presuppone un mutamento rapido dei nostri modelli di produzione e di consumo paragonabile a una nuova rivoluzione industriale e che necessita quindi di obiettivi politici chiari.

L’impegno del settore privato e della società civile

Le aziende svizzere erano già in passato annoverate fra i pionieri nell’ambito dell’impegno dell’economia privata a favore dello sviluppo sostenibile. Con le associazioni padronali attive sul territorio nazionale, quali ad esempio la rete öbu per l’economia sostenibile o l’associazione swisscleantech, la Svizzera dispone di organizzazioni che sostengono e accentuano gli sforzi del settore privato a favore dello sviluppo sostenibile. Numerose aziende svizzere puntano su prodotti e processi di produzione sostenibili: i maggiori dettaglianti sono anche i principali promotori del commercio di prodotti con marchi ecosostenibili. Adottando misure volontarie nel quadro della legge sul CO2, le aziende svizzere forniscono un notevole contributo al raggiungimento degli obiettivi ambientali da parte del nostro Paese. La maggior parte delle principali aziende svizzere partecipa al «Global Compact» delle Nazioni Unite.

Ulteriori informazioni: Ambasciatore Franz Perrez, capo della divisione Affari internazionali, UFAM, tel. 079 251 90 15