Scheda "Le posizioni della Svizzera per Rio+20"

29 maggio 2012

Informazioni supplementari: Ambasciatore Franz Perrez, capo della divisione Affari internazionali, UFAM, tel. 079 251 90 15

In vista della Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile che si svolgerà a Rio de Janeiro, la Svizzera fissa le proprie priorità nei quattro principali ambiti:

  1. Economia verde nell’ambito dello sviluppo sostenibile e lotta alla povertà;
  2. Rafforzamento della governance ambientale internazionale;
  3. Istituzione di un Consiglio per lo sviluppo sostenibile;
  4. Obiettivi dello sviluppo sostenibile (OSS).

1.    Economia verde nell’ambito dello sviluppo sostenibile e della lotta alla povertà

Nonostante i notevoli progressi compiuti da Rio 1992 a oggi, lo sviluppo sostenibile richiede ulteriori sforzi. Il mondo intero è di fronte a grandi sfide quali la povertà, le disparità sociali, l’aumento demografico, il mutamento dei modelli di produzione e di consumo e il continuo degrado ambientale. Sebbene la crescita economica sia di fondamentale importanza per la lotta alla povertà, sono necessari sforzi supplementari per garantire la sostenibilità dei modelli di sviluppo economico. Strutture economiche, norme e attività attuali non sono in grado di far fronte a queste sfide in modo tale da garantire al mondo un futuro sostenibile. I modelli di produzione e di consumo devono rispettare i limiti della Terra. Un futuro comune esige uno sviluppo a basse emissioni di carbonio e una crescita orientata ai poveri.

L’economia verde ha il potenziale per rendere sostenibile lo sviluppo economico attuale. Per la Svizzera, l’economia verde è uno strumento per raggiungere lo sviluppo sostenibile.

La transizione verso un’economia verde è già in atto. Nei Paesi sviluppati e in via di sviluppo sono già state attuate politiche di economia verde. La Svizzera, ad esempio, collabora da oltre 10 anni con l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (UNIDO) e il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) con l’obiettivo di istituire cosiddetti «Cleaner Production Centers» nei Paesi in via di sviluppo.

Rio+20 offre un’opportunità per integrare e potenziare le attività esistenti e promuovere nuove misure volte alla transizione verso un’economia verde, con il fine ultimo dello sviluppo sostenibile e della lotta alla povertà.

L’economia verde riveste un’importanza notevole per tutti i Paesi a economia pianificata o di mercato. Tuttavia, ogni Paese deve definire una propria modalità di transizione verso un’economia verde e operare scelte politiche individuali.

Per i motivi elencati, la Svizzera auspica che a Rio+20 si stabilisca che ogni Paese elabori un proprio piano d’azione in materia di economia verde e preveda una serie di misure adeguata alle proprie esigenze. Detti piani d’azione dovrebbero fare parte di strategie nazionali per lo sviluppo sostenibile o per la lotta alla povertà.

La Svizzera ritiene inoltre necessaria una cooperazione internazionale che appoggi lo sviluppo di detti piani d’azione nazionali. È importante che le risorse a disposizione vengano sfruttate nel migliore dei modi, scambiando le migliori pratiche e fornendo strumenti e supporto alle politiche di economia verde che contribuiscono allo sviluppo sostenibile e alla lotta alla povertà.

In tale contesto, la Svizzera auspica che Rio+20 stabilisca una tabella di marcia o definisca una piattaforma internazionale in materia di economia verde. Uno strumento simile fornirebbe il quadro necessario per una cooperazione internazionale volta a coadiuvare l’elaborazione di piani d’azione in materia di economia verde a livello nazionale riassumendo le conoscenze attuali in materia, favorirebbe lo scambio tra Paesi con esperienze diverse, fornirebbe gli strumenti necessari all’elaborazione della serie di misure specifiche per ogni Paese e stabilirebbe una connessione con i relativi mezzi di attuazione a partire da fonti diverse.

La Svizzera auspica che la Conferenza di Rio+20 trovi un accordo sui seguenti tre aspetti inerenti l’economia verde: un contesto che promuova l’economia verde e un impegno generale in tal senso nel rispetto del quadro generale relativo allo sviluppo sostenibile; opzioni e misure politiche concrete; e, infine, un quadro che possa coadiuvare l’attuazione di misure quali, ad esempio, i piani d’azione nazionali (coordinati con le strategie nazionali sullo sviluppo sostenibile o in materia di la lotta contro la povertà) e una tabella di marcia internazionale.

2.    Rafforzamento della governance ambientale internazionale

Poiché non siamo riusciti ad arrestare il degrado ambientale e a invertirne la tendenza, è opinione diffusa che l’attuale sistema di governance ambientale internazionale sia inadeguato per affrontare in modo efficace le sfide. I principali punti deboli del sistema attuale sono noti: la sua frammentazione, la mancanza di coerenza, una leadership istituzionale insufficiente nonché un utilizzo inefficiente delle risorse naturali, la cui disponibilità è limitata. La necessità di rafforzare la governance ambientale internazionale è stata riconosciuta a più riprese dalla comunità internazionale, fino ai livelli politici più elevati. Le discussioni intergovernative si sono protratte per oltre dieci anni. È giunto ora il momento di arrivare a una conclusione significativa. Un regime ambientale internazionale rafforzato che contribuisca a migliorare il quadro istituzionale per uno sviluppo sostenibile è pertanto uno degli aspetti più importanti nell’agenda della Conferenza di Rio+20.

La Svizzera auspica che la Conferenza Rio+20 trovi un accordo su un pacchetto di misure di riforma che consentano al quadro istituzionale di svolgere al meglio le proprie funzioni, ovvero di fornire informazioni scientifiche affidabili su questioni ambientali, sviluppare risposte politiche globali vincolanti, garantendo al contempo coerenza tra le istituzioni e gli strumenti e favorire l’attuazione di dette risposte politiche attraverso finanziamenti adeguati.

Gran parte delle discussioni degli ultimi due anni era focalizzata sulla questione se lo statuto legale dell’UNEP dovesse essere trasformato da programma ad agenzia specializzata. La Svizzera ritiene che tale questione sia secondaria. Occorre innanzitutto giungere a un accordo su quali aspetti della governance ambientale internazionale debbano essere potenziati e sulle relative misure. Una volta raggiunto un accordo su tale questione, sarà possibile risolvere anche quella dello statuto legale dell’UNEP.

Il pacchetto di riforme per il rafforzamento della governance ambientale internazionale dovrebbe tenere conto degli elementi seguenti:

  • solo un organo con adesione universale può fungere in modo efficace da tribuna principale di discussione delle questioni di politica ambientale internazionale;
  • occorre riconoscere e rafforzare il ruolo di supervisione, consulenza e coordinamento degli accordi ambientali multilaterali (Multilateral Environmental Agreements, MEAs);
  • occorre potenziare le sinergie all’interno di gruppi tematici degli accordi ambientali multilaterali per conseguire efficienza, efficacia e coerenza nelle questioni ambientali a livello internazionale;
  • occorre sviluppare una strategia per l’ambiente a livello del sistema ONU;
  • occorre istituire un sistema di contributi stimati sulla base delle principali esigenze di bilancio;
  • occorrerebbe sviluppare un quadro in materia di capacità istituzionale e amministrativa a livello di sistema volto a rafforzare le capacità nazionali richieste per stipulare accordi ambientali multilaterali e concordare obiettivi ambientali a livello internazionale;
  • occorre rafforzare la connessione tra la politica ambientale globale e i finanziamenti;
  • occorrerebbe aumentare la presenza a livello regionale;
  • occorrerebbe rafforzare ulteriormente l’interfaccia tra mondo scientifico e  politica.

 3.    Istituzione di un Consiglio per lo sviluppo sostenibile

La Svizzera auspica che la Conferenza Rio+20 decida di adottare un pacchetto di riforme ambizioso ed efficiente. Nonostante siano stati compiuti notevoli progressi nella realizzazione di uno sviluppo nel corso dei vent’anni trascorsi da quando il concetto è stato ampiamente riconosciuto a livello internazionale, molto resta da fare per rendere lo sviluppo mondiale veramente sostenibile e per migliorarne la governance internazionale.

La Svizzera propone di rafforzare il quadro internazionale per lo sviluppo sostenibile, istituendo un Consiglio per lo sviluppo sostenibile. Il mandato concreto e la struttura di un simile consiglio saranno soggetti a negoziati condotti dalle Nazioni Unite sotto gli auspici dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, prevista dopo la Conferenza Rio+20. Tuttavia, alla Conferenza Rio+20 è possibile che si trovi già un consenso su alcuni dei seguenti aspetti:

 

a)      affinché lo sviluppo sostenibile abbia un posto preminente nel sistema ONU e nella governance globale, il Consiglio per lo sviluppo sostenibile potrebbe essere istituito quale organo sussidiario dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, senza bisogno di un emendamento della Carta. Sostituirebbe la Commissione sullo sviluppo sostenibile, la quale non ha saputo fornire i risultati auspicati. Questo nuovo Consiglio avrebbe il compito di promuovere una politica efficiente in materia di sviluppo sostenibile e una coerenza istituzionale a tal riguardo in seno al sistema ONU;

b)      per valutare i progressi, il Consiglio verrebbe dotato di un Meccanismo di valutazione dei progressi volto a sollecitare in uno spirito costruttivo gli Stati a illustrare le loro politiche, condividere le esperienze e le conoscenze acquisite nell’ambito dell’elaborazione e nella realizzazione di strategie relative allo sviluppo sostenibile e altri strumenti finalizzati a promuovere lo sviluppo sostenibile;

c)      per appoggiare la cooperazione internazionale, il Consiglio potrebbe costituire la piattaforma per lo scambio di buone prassi ed esperienze con strumenti volti alla realizzazione dello sviluppo sostenibile e alla lotta contro la povertà. Al Concilio potrebbe essere conferito il compito di valutare i progressi compiuti nell’ambito della realizzazione degli Obiettivi dello sviluppo sostenibile (OSS);

d)      per mantenere lo sviluppo sostenibile tra le priorità dell’agenda e attribuirgli un’attenzione politica più costante, il Consiglio potrebbe convocare periodicamente dei colloqui ad alto livello sullo sviluppo sostenibile, per esempio quando i leader si riuniscono in occasione dell’apertura della nuova sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Tali segmenti potrebbero contribuire alla definizione dell’agenda politica e ad affrontare questioni emergenti, in quanto riunirebbero alti rappresentanti di Stato, responsabili di istituzioni internazionali e rappresentanti della società civile e del settore privato;

e)      per garantire la propria legittimità, il Consiglio per lo sviluppo sostenibile conterebbe su un’adesione ampia ed equilibrata dal punto di vista geografico e politico e impegnerebbe appieno istituzioni internazionali rilevanti, comprese le agenzie delle Nazioni Unite e le istituzioni finanziarie internazionali, come pure attori non statali appartenenti alla società civile, al settore privato e al mondo scientifico.

 

L’istituzione di un Consiglio per lo sviluppo sostenibile non deve ostacolare gli sforzi tuttora da compiere per riformare l’ECOSOC. Anzi, la Svizzera esorta gli Stati membri ad avanzare proposte dettagliate su come rafforzare ulteriormente il lavoro dell’ECOSOC.

La Svizzera accoglie favorevolmente il fatto che l’istituzione di un Consiglio per lo sviluppo sostenibile venga attualmente discussa nell’ambito dei lavori preliminari della Conferenza Rio+20 come una delle alternative più promettenti per rafforzare il quadro istituzionale per uno sviluppo sostenibile.

La Svizzera sosterrà attivamente l’istituzione di un Consiglio per lo sviluppo sostenibile durante il processo negoziale. L’istituzione di un nuovo Consiglio per lo sviluppo sostenibile rispecchierà il coraggio politico e l’effettiva determinazione a migliorare il quadro istituzionale per uno sviluppo sostenibile e garantire un seguito efficiente dell’esito di Rio+20.

4.    Obiettivi dello sviluppo sostenibile (OSS)

La Svizzera accoglie favorevolmente l’idea di stabilire una serie di obiettivi internazionali dello sviluppo sostenibile (OSS). Una simile serie di obiettivi può costituire uno strumento efficiente per guidare la comunità internazionale nella realizzazione dell’agenda dello sviluppo sostenibile. Gli OSS contribuirebbero a un coordinamento e a una coerenza migliori, in quanto consentirebbero di concentrare le attività delle entità delle Nazioni Unite e di altri attori rilevanti e di facilitare un’azione cooperativa e coordinata verso priorità comuni. Gli OSS fornirebbero altresì un quadro per la cooperazione internazionale e per analizzare i progressi.

Alla Conferenza Rio+20 occorrerà trovare un accordo che vada oltre la decisione di stabilire degli OSS. La comunità internazionale deve  trovare un’intesa su altri quattro punti: 1. le principali caratteristiche degli obiettivi; 2. i temi principali che dovranno trattare; 3. il processo relativo alla loro elaborazione dettagliata e 4. le modalità di misurazione dei progressi verso il loro raggiungimento

La Svizzera ritiene che le principali caratteristiche degli OSS dovrebbero essere le seguenti:

  • rispecchiare un trattamento bilanciato delle tre dimensioni dello sviluppo sostenibile;
  • integrare le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile in ogni singolo obiettivo;
  • essere concisi, orientati all’azione, misurabili e in numero;
  • essere universali e applicabili a tutti i Paesi, ma la loro realizzazione può avvenire per vie diverse.

La Conferenza Rio+20 fornisce anche un’opportunità per individuare i temi principali che dovranno essere trattati dagli OSS. Ulteriori discussioni dovranno avvenire a questo proposito nell’ambito dei lavori preliminari per la Conferenza Rio+20. La competenza acquisita nell’ambito di vari strumenti e processi dovrà essere presa in considerazione nell’individuazione dei temi, come ad esempio le analisi degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG), i rapporti del Global Environmental Outlook, il rapporto del gruppo consultivo su energia e cambiamenti climatici istituito dal Segretario generale delle Nazioni Unite come pure rapporti rilevanti inerenti aspetti sociali. La selezione dei temi dovrà affrontare l’esigenza di un rafforzamento della lotta contro la povertà, la questione sviluppo ed equità, le risorse limitate del pianeta e le sfide della gestione sostenibile e dell’accesso equo alle sue risorse e, infine, le dimensioni sociali più rilevanti.

Per quanto concerne lo sviluppo degli OSS, la Svizzera è dell’avviso che questi  dovrebbero essere stabiliti attraverso un processo ampio e trasparente all’interno del sistema delle Nazioni Unite guidato dal Segretario generale dell’ONU. Detto processo dovrebbe elaborare una valutazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDG) e i preparativi dell’agenda delle Nazioni Unite sullo sviluppo per il dopo 2015 ed eventualmente condurre a un’unica serie di obiettivi globali nel 2015. 

 

La Svizzera è convinta che i negoziati intergovernativi non produrranno i risultati auspicati. Dopo che la comunità internazionale avrà dato istruzioni chiare alla Conferenza Rio+20, il passo successivo per l’elaborazione degli OSS dovrebbe essere guidato prevalentemente da esperti, garantendo, se del caso, il coinvolgimento degli Stati membri e di attori interessati rilevanti.

 

La Svizzera considera inoltre importante che la Conferenza Rio+20 confermi il fatto che un controllo periodico e la misurazione dei progressi nel raggiungimento degli OSS mediante indicatori appropriati siano fondamentali per garantirne il successo.